14/06/11

Italian-Israel Business Forum, gli affari prima di tutto

Ancora una volta, gli affari prima di tutto. Il 'restare umani' viene soffocato dal 'restare proficui' in nome del profitto e degli accordi politci

A partire dal 14 giugno, a Milano si terrà un importante incontro d'affari tra Israele e il nostro Paese. Saranno presenti oltre 600 imprenditori, il ministro dell'Industria e del Commercio israeliano, Shalom Simhon, e Paolo Romani, nostro ministro dello Sviluppo Economico. I temi oggetto dell'incontro saranno gestione idrica, nuovi media, sanità e sicurezza. Ebbene sì, sicurezza. I nostri business man saranno tutti orecchi per ascoltare e comprendere come la sicurezza israeliana, si sia guadagnata il podio nella classifica mondiale, grazie all'operazione di occupazione forzata della Palestina, nella quale rimane da anni. Un successone degno di champagne.

“Unexpected Israel” è il nome dell'evento che oltre a comprendere il forum economico, darà il via ad una settimana di manifestazioni culturali in nome della “Israele che non ti aspetti”. Peccato che in quanto alla politica adottata, lo Stato di Netanyahu lo conosciamo bene, purtroppo. Conferma la linea dura, il recente rifiuto da parte del capo di Stato israeliano verso la possibilità di intraprendere una trattativa di pace con il popolo palestinese. Questi signori esporranno la loro metodologia di successo, illustrando all'Italia il loro modello vincente di intelligence e strategie militari e proponendo, per voce di nove grandi aziende israeliane che parteciperanno al meeting, i loro prodotti a Milano.
Spiccano tra i nomi del business d'oltremare, la Magal S3, produttrice di sensori sotterranei utilizzati nelle barriere di sicurezza poste al confine del Paese, l'Athena e la J. Gordon Consulting Engineers specializzate in sicurezza militare ed ordine pubblico.

Nell'ultimo giorno della kermesse è previsto, tra le altre iniziative di contestazione, un corteo di protesta organizzato dai filo-palestinesi per manifestare il dissenso verso le politiche intraprese dallo stato ebraico. C'è una parte di persone contraria allo svolgimento dell'iniziativa, tutti quelli che cercano di contrastare l'attività militare israeliana, che ha razziato i Territori Occupati palestinesi, Gaza in primis. “Non si può festeggiare un Paese criminale”, queste le parole del Comitato varesino per la Palestina. Dopo il baciamano a Gheddafi, questa è l'ennesima vergogna italiana. Il governo israeliano è responsabile di crimini contro l'umanità e l'unica misura che si riesce ad intraprendere è l'organizzazione di una festosa kermesse in onore di un Paese che ha le mani e la coscienza sporche di sangue.

Eleonora Pochi
Fonte: Parolibero

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